Posted on: 7 Gennaio 2016 Posted by: Enrico Orzes Comments: 0

 

Shakespeare torna al cinema. Mentre la Forza si ridesta e riporta i protagonisti di Star Wars sul grande schermo e mentre Checco Zalone sbanca i box office e miete consensi tra il pubblico, al cinema c'è ancora spazio per le opere del noto drammaturgo inglese e, in special modo, per Macbeth.

A trarre le migliori pellicole dalle tragedie di Shakespeare sono stati di certo Orson Welles, Laurence Olivier e, più di recente, Kenneth Branagh che si sono cimentati con la gran parte del repertorio shakespeariano, confezionando alcune delle migliori versioni di Otello, Amleto e Re Lear, oltre che dello stesso Macbeth.

macbeth

L'ultima versione della tragedia di Macbeth è stata quella offerta dall'australiano Geoffrey Wright che aveva trasposto il racconto ai giorni nostri, facendo di Macbeth (Sam Worthington) un esponente di una banda criminale di città. L'esperimento non ha funzionato, rovinando il testo originale e togliendo a Macbeth tutta la sua intensità, finendo col proporsi come l'ennesimo film nel quale gli scontri tra bande la fanno da padrone su tutto il resto.

Ci pensa un altro australiano, Justin Kurzel, a restituire la dignità perduta ad uno dei più efferati ed ambiziosi personaggi del teatro shakespeariano, scegliendo una coppia di attori tra i migliori in circolazione: Michael Fassbender e Marion Cotillard, rispettivamente nelle parti di Macbeth e Lady Macbeth. Se il talento della Cotillard non è mai stato in discussione dai tempi de La vie en rose (2007), quando l'attrice francese si aggiudicò il Premio Oscar per la splendida interpretazione di Edith Piaf, l'Academy sembra non aver fatto troppo caso alle empatiche interpretazioni di Fassbender, prima in Hunger (2008) e poi in Shame (2011), nelle quali l'attore irlandese si è calato prima nei panni di Bobby Sands, prigioniero nord-irlandese morto in carcere durante uno sciopero della fame condotto per protestare contro il duro regime carcerario inglese, e poi in quelli di un uomo con una profonda dipendenza dal sesso – questo secondo ruolo gli è valso la Coppa Volpi come Miglior Attore alla Mostra del Cinema di Venezia.

2227051cb4abeb53320f176f95778efaIl primo punto a favore di questa nuova versione di Macbeth sono proprio i protagonisti, sempre presenti sulla scena, intensi e profondi, in grado di conferire spessore e modernità ad un ruolo classico e di portare sulla scena il rovinoso cambiamento che l'ambizione provoca in due persone.

La parabola di discesa verso l'abisso di uno si interseca con quella dell'altra ed entrambe coinvolgono lo spettatore e lo trascinano all'interno del dramma che Kurzel ricolloca nell'ambientazione originaria, magistralmente riprodotta dalle scenografie di Fiona Crombie e dall'allestimento dei set di Alice Felton.

La fotografia di Adam Arkapaw costituisce la ciliegina sulla torta di questo pacchetto, accentuando i contrasti cromatici nelle scene delle battaglie e giostrandosi con abilità tra i toni cupi e oscuri che rispecchiano i colori dell'animo dei protagonisti e quello rossi e accesi del sangue e del fuoco, che si intonano agli esiti delle loro azioni. Kurzel si discosta nettamente dal tono brillante più volte utilizzato da Branagh, scegliendo anche un ritmo narrativo molto lento che lascia spazio più ai maestosi dialoghi ripresi dall'opera teatrale che all'azione in sé, ma il risultato è ammirevole e cattura fin dalle prime battute, dalle quali ci si sente arpionati e proiettati nel dramma della dannazione, della paura e del male rappresentato dalla figura di Macbeth.

Macbeth e Lady Macbeth impersonano una delle coppie più diaboliche e malvagie dell'opera shakespeariana, evocando un smodata ambizione, resa follia dalla presenza dell'elemento soprannaturale incarnato da tre profetiche streghe, e poi mutata in spietata volontà omicida che non sembra arrestarsi neppure di fronte alla morte, quando subentra la consapevolezza della vacuità di un'esistenza condotta in malvagità e la certezza dell'inganno da parte del fato.

Se dal trailer Macbeth può sembrare una specie di Braveheart in prosa non bisogna farsi ingannare perché questo è un film teatrale, che del teatro sfrutta i ritmi e le convenzioni e, nonostante in certi momenti guardando il costume di Fassbender, si possa pensare al futuro Assassin's creed (interpretato proprio da Fassbender e diretto dallo stesso Kurzel) non bisogna pensare di trovarsi di fronte ad un film d'ambientazione, fatto di battaglie ed avventura, che cerchi l'intrattenimento. Macbeth trasuda Shakespeare, il suo teatro e le vette più alte della sua tragedia.

 

Enrico Orzes