Posted on: 19 Marzo 2016 Posted by: Gioia Vannicola Comments: 0

 

Amici, le giornate si sono allungate, le luci della città si accendono più tardi e noi abbiamo come la sensazione di poter respirare, vivere, godere di più delle bellezze di Roma.

Andiamo verso il Tevere, affacciamoci un attimo sul Circo Massimo per ammirare la luce del sole che colpisce i resti ancora imponenti delle Terme di Caracalla e voltiamoci dall’altra parte: c’è un cancello aperto che sembra avvolto da una tranquillità e da un’aura di pace, forse frutto della presenza del Roseto che lo circonda (anch’esso visitabile).

Percorriamo tutta la salita e facciamoci guidare dalle mura che ci indicano il percorso: le stesse mura che nel Medioevo la famiglia dei Savelli fece erigere per costruire sull’Aventino il proprio castello!

Di quest’ultimo rimane solo la cinta muraria, in piccoli tufelli, e la rocca che un tempo controllava il passaggio attraverso il “Ponte Santa Maria” (oggi Ponterotto); possiamo anche oggi immaginare la posizione strategica di questa fortezza e di quanto fosse esteso il suo controllo.

Proseguiamo ed entriamo in un luogo ricco di richiami al passato e di elementi da scoprire.

Andiamoci verso il tramonto, perché è proprio in quel momento che possiamo assaporare il vero spirito del luogo.

Da una recinzione più o meno segnalata, possiamo scorgere e poi entrare in uno dei più suggestivi balconi di Roma: il suo vero nome è Parco Savelli (come la famiglia proprietaria) ma è conosciuto ai più come il “Giardino degli Aranci”.

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Chi è di Roma spesso ci viene con la propria dolce metà, chi è turista non si aspetta di trovare una magia simile nascosta tra quattro mura possenti: la sensazione che rimane è sempre quella di stupore e di profonda serenità!

Gli alberi che la caratterizzano sono i melangoli, gli aranci amari e se siete fortunati e nel periodo giusto, potrete trovarli ancora attaccati e non a ricoprire il verde del terreno.

Non siamo in una posizione altissima rispetto agli altri colli di Roma (sì, anche l’Aventino ne fa parte), ma la bellezza della visione di Roma da quel punto è impagabile.

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Si va dall’Isola Tiberina, per passare a scorgere la cupola a base quadrata del Pantheon e ovviamente San Pietro e le altri tesori. Tutti estremamente vicini, ma allo stesso tempo intoccabili.

Ripeto, il tramonto qui è un valore aggiunto!

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Un’ultima curiosità, che molti conosceranno ma che forse non sapevano di poter trovare proprio nelle vicinanze: superate le splendide chiese di S.Sabina e S.Alessio, vi troverete in uno spiazzo circondati da muri molto alti e con simboli che rimandano alla religiosità.

Ci troviamo nella Piazza dei Cavalieri di Malta e proprio lì, probabilmente alla fine di un’interminabile coda di persone in attesa, potrete ammirare la vista del Cupolone dal famoso “buchetto”.

La Serratura Magica, che si rivela dal portone in legno antico di questa villa del Priorato, e la Cupola di San Pietro: sembra che una non possa esistere senza l’altra.

La Basilica si rivela alla fine di un’arcata interminabile di alberi, studiata appositamente (o forse no) per stupire lo spettatore.

Perchè Roma è il vero spettacolo e vale la pena di vederlo fino alla fine.