Posted on: 11 Luglio 2016 Posted by: Benedetta Morbelli Comments: 0

 

L’intelligenza e la purezza delle sue interpretazioni l’hanno reso famoso, così come il gesto elegante e incisivo, e Ravenna Festival è uno dei suoi palcoscenici prediletti. Il direttore californiano Kent Nagano torna lunedì 11 luglio (ore 21 al Palazzo de Andrè) a Ravenna (per la quinta volta dal 1998) sul podio dell’Hamburg Philhamonic che dallo scorso anno lo ha scelto come direttore musicale.

 

ravenna festival

 

Un ritorno segnato da un programma, di grande impegno interpretativo e decisamente accattivante per il pubblico, che è un “monumento” alla grande musica tedesca del XIX secolo: da una parte il prodigio del Concerto n. 4 in sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 58 di Ludwig van Beethoven, dall’altra la più “intima” delle poderose sinfonie di Anton Bruckner, la Sesta in la maggiore.

Si completa così la ricca galleria di direttori che ha animato questa ventisettesima edizione del festival: da Riccardo Muti a Ivan Fischer e Daniel Harding, fino appunto al maestro di origini giapponesi, allievo di Bernstein e Boulez, prescelto da Messiaen che fu suo mentore, e da anni chiamato a dirigere i massimi complessi orchestrali in Europa e negli States - in particolare legato all’Orchestra sinfonica di Montreal e a quella di Göteborg, oltre che proprio alla Filarmonica di Amburgo.

Ad interpretare il Concerto beethoveniano che apre il concerto di Ravenna è chiamato Martin Helmchen: “ha un portamento nobile e un suono sublime e sa modellare linee musicali eleganti e pulite come quelle di un tempio greco”, così scrive il «New York Times» di questo pianista, allievo di Arie Vardie e di Alfred Brendel, e avezzo ad esibirsi con orchestre quali le Filarmoniche di Berlino e di Vienna. A Helmchen è affidato quel singolare esordio in cui il pianoforte, quasi improvvisando a sipario chiuse, espone da solo il primo tema che poi pervade tutto il primo movimento con una inesauribile serie di implicazioni e variazioni. Composto tra il 1895 e la fine dell’anno seguente - durante un biennio in cui lo svolgimento creativo di Beethoven è attraversato da un’ondata creativa di inaudita e violenta fecondità - il concerto n. 4 segna certamente una nuova dimensione espressiva nel genere. Segnato da un rapporto solista/orchestra più affettuosamente colloquiale che di contrapposizione dialettica, e soprattutto con una ricchezza armonica e una luminosità timbrica che ne sottolineano il tono “poetico”, pare quasi il rovescio intimo della medaglia del Beethoven titanico ed eroico che in quegli stessi mesi emerge invece dalla Quinta sinfonia.

La seconda parte della serata sarà invece dedicata alla Sinfonia n. 6 di Bruckner, quella che meno risponde a quell’immagine di ridondante grandiosità e di potenza strumentale che solitamente si associa al ritroso autore austriaco. Composta tra il 1879 e il 1881, eseguita solo parzialmente in pubblico vivente l’autore, fu proposta invece integralmente solo nel 1899 sotto la direzione di Gustav Mahler, che di Bruckner era stato allievo. Quella che l’autore definiva “la più sfacciata delle mie sinfonie” è certamente meno cerimoniosa delle altre, meno “altisonante”, anche se non mancano momenti di densa polifonia e di vertigine armonico-ritmica come nel Majestoso d’apertura. Solo il tono generale più controllato e dimesso è pervaso di ripensamenti intimistici e di slanci di immediata cantabilità. Sembra che Brahms, che mai era stato tenero con Bruckner, presente a Vienna nel febbraio del 1883 alla primissima esecuzione (dei soli secondo e terzo movimento), si sia unito agli applausi del pubblico.

Il concerto è reso possibile grazie al contributo di CNA Provinciale di Ravenna in collaborazione con Arco Lavori.

 

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: da 15 euro (ridotti 12) a 93 euro (ridotti 85)
‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte.

Come per tutti i concerti al Palazzo de Andrè è attivo il servizio navetta straordinario e gratuito - dedicato al pubblico del Festival - che percorrerà 2 volte la tratta Stazione Ferroviaria – Palazzo M. De André con partenza da Piazza Farini alle ore 20,15 e 20,30.
Al termine del concerto due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.