Posted on: 18 Luglio 2016 Posted by: Paola Giglio Comments: 0

 

Come si traduce il web nella vita reale, magari in un paesino come Civitacampomarano, dove la connessione stenta ad arrivare? Ce lo mostra l'artista Biancoshock con il suo progetto Web 0.0.

 

 

Nell'epoca in cui il mondo si scopre senza uscire di casa e se si esce di casa è per andare a caccia di Pokémon, l'artista Biancoshock ci riporta con i piedi per terra, svelando gli antenati dei Social Network nel progetto Web 0.0.

Immaginate il mondo prima dell'avvento di Internet. Immaginate un piccolo paese, la sua vita sociale, o 'social', se preferite. Come si comunicava, in che modo ci si informava, come si faceva ad incontrarsi, conoscersi, innamorarsi prima che l'uso dei social network prendesse piede? E' davvero così necessario stare con il naso incollato agli Smartphone per essere in connessione con il mondo?

 

E' la provocazione che lancia ironicamente Biancoshock:  attraverso il suo progetto Web 0.0 messo in atto nel paesino di Civitacampomarano, borgo di  400 anime in provincia di Campobasso dove Internet praticamente non è ancora arrivato. L'artista ci mostra come 'funzioni virtuali, ritenute dalla stragrande maggioranza della popolazione come necessarie e fondamentali per la vita di tutti i giorni, esistano anche in un paese dove la connessione stenta ad arrivare: nasce così una sorta di internet "in the real life" capace di dimostrare che nelle tradizioni e nelle culture popolari questi strumenti, sotto altre vesti, sono sempre esistiti e hanno permesso a popoli e famiglie di avere interscambi culturali, incontrandosi al bar e vivendo le vie del paese.' (Urban Contest Magazine)

 

 

L'artista riesce nel suo intento usando esempi ironici, concreti e facilmente riconoscibili ai più... in fondo, tutti sappiamo che Wikipedia non è nulla in confronto alla saggezza della nonna.

 

Fonte foto: biancoshock.com