Posted on: 24 Ottobre 2016 Posted by: Matteo Prosperi Comments: 0

Parte "la serie più attesa dell'anno": I Medici. Ma il nuovo prodotto RAI, che cerca di mascherarsi da HBO, non convince fino in fondo. La sigla, Renaissance, è cantata da Skin.

 

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Ha finalmente debuttato I Medici. La serie è stata prodotta da RAI e ha creato molte aspettative attorno ad essa.

 

Cominciamo dalla Storia - quella con la S maiuscola: la famiglia fiorentina è una delle più importanti d'Europa e tutti, secchioni e asini, sanno chi è. Tutti sappiamo che quel periodo italiano è stato uno dei più importanti e uno dei più affascinanti. Ricordiamo la nascita del Rinascimento, le lotte intestine del papato. E quando sul schermo appaiono Donatello o sentiamo nominare i nomi degli Sforza o dei Visconti, subito la nostra attenzione viene catturata. Ma la storia, quella con la s minuscola, ovvero il plot, non desta in noi alcun interesse. Gli sceneggiatori provano ad imitare le grandi serie internazionali, Trono di Spade in primis, ma rimangono ancorati allo sceneggiato cattolico italiano da prima serata. In alcuni momenti sembra la versione edulcorata dei Tudors. I dialoghi ? Non ricordo una battuta che mi abbia colpito.

 

cc18fd67809492676537979b7090fe35Passiamo al cast. Qui va fatto un discorso un po' diverso. La maggior parte degli attori principali sono inglesi. Per fortuna! Richard Madden (Cosimo de' Medici), Stuart Martin (Lorenzo de' Medici - attenzione, non è Lorenzo il Magnifico), Dustin Hoffman (Giovanni de' Medici), Brian Cox (Bernardo Guadagni), che, anche se non in maniera superba, donano allo sceneggiato una recitazione secca, sintetica e netta. Il doppiaggio italiano in alcuni momenti si perde, ma dona compattezza e solidità. Poi arrivano gli attori italiani, doppiati ahimè da loro stessi. E cominciano i SOFFIATI, e le battute non sono DETTE con incisività, e la dizione MOLLE. Ogni tanto si vede un'attrice che lancia sguardi casuali per far vedere che sa recitare (chi sarà?).

 

Nel secondo episodio compare il personaggio di Brunelleschi, interpretato da Alessandro Preziosi. Un mix di caricatura, cliché e grottesco. Ci sarebbero poi da spendere due parole per gli attori "da una posa" (ovvero un ruolo con battute ma di una sola scena). Ma non ne ho la forza.  Mi sento comunque di salvare Guido Caprino (Marco Bello) che a differenza di altri colleghi nostrani lavora per sottrazione.

 

La RAI ha puntato molto su questo prodotto. E tutto il reparto "tecnico" ha fatto un ottimo lavoro. A partire dalla fotografia di Vittorio Omodeo Zorini. Poi i costumi sfarzosi, scenografie e grafiche degne della premessa. Una regia che, anche se non incanta, lavora al servizio della narrazione: Sergio Mimica-Gezzan ha già lavorato a diversi episodi di Battlestar Galactica e Prison Break. L'ideatore è Frank Spotnitz, il padre di X-Files. Ma "la serie più attesa dell'anno" ha ripagato solo a metà le aspettative. Se la Rai vuole mettersi al passo con le altre serie prodotte in Italia (vedi Gomorra) e puntare ad un mercato internazionale deve cambiare rotta e abbandonare un po' di italiaggine e buonismo. Non basta avere la sigla cantata da Skin e un cast internazionale.

 

 

 

La RAI prevede 3 stagioni: la prima incentrata su Cosimo de' Medici, la seconda su Piero de' Medici, la terza su Lorenzo il Magnifico. Resta la speranza che le prossime puntate smentiscano quanto è stato visto.