Posted on: 1 Novembre 2016 Posted by: Matteo Prosperi Comments: 0

Papa Pio XIII: la storia di un papa americano, dispotico e infantile, blasfemo e fondamentalista. Sorrentino crea la sua contraddizione.

 

young pope

 

The Young Pope racconta la storia di un ipotetico papa americano. Lenny Belardo viene eletto Papa Pio XIII, cresciuto in un convento da Suor Mary. Il nuovo papato nasce non per volontà dello Spirito Santo ma per decisione politica del cardinale Voiello, l'eminenza grigia che dirige gli interessi del Vaticano. Ma il nuovo papa si rivela non essere così malleabile come si aspettavano tutti. Al contrario il personaggio costruito da Sorrentino, che firma anche la regia, è più simile a Frank Underwood di House of Cards che ad un vero pontefice. Una contraddizione, come si definisce egli stesso. Ambizioso, arrogante, dispotico. Ma allo stesso tempo fragile, insicuro e infantile.

 

b09f9b7f13793bccf0a6ade5525644e2La nuova serie Sky, prodotta insieme a Canal + ed a HBO, è un prodotto di altissima qualità. A cominciare dal tocco ormai inconfondibile di Paolo Sorrentino. Immagini cariche ed evocative, movimenti di macchina da togliere il fiato, sceneggiatura pungente con battute ad effetto. Attori perfettamente in parte (Jude Law, Diane Keaton, Silvio Orlando), supportati da un ottimo lavoro di casting di Anna Maria Sambucco. La serie ha debuttato da poco e si sta già parlando di seconda stagione.

 

A Venezia c'era stata l'anteprima con la proiezione delle prime due puntate. Famiglia Cristiana si era detta "delusa" dalla serie perché piena di banalità e contraddizioni. Gli articoli, che si possono trovare anche online, avevano come titoli "Un Papa che infrange i sacramenti", "Un Vaticano tutto intrighi e poteri", "Il Segretario di Stato ridotto a macchietta". Insomma, il giornale gli aveva dedicato molti articoli per essere una serie poco interessante.

 

Sicuramente le prime due puntate non sono fatte per fedeli dal cuore tenero. Ma bisogna ricordare cosa ha detto lo stesso Sorrentino: "non è una serie provocatoria, lo dico perché io so come va a finire: bisogna vedere tutte e dieci le puntate" e ancora "in realtà basta seguire l'evoluzione dei personaggi, per capire che non c'è nessun intento provocatorio" o "The Young Pope prova a togliere dagli occhiali le macchie umide e incrostate del conformismo. Se si aspettano [i cattolici, n.d.r.] una lettura filologica allora no, non piacerà".

 

È pur vero che la fede del Santo Padre è molto dubbia. Arriva a dire "Io non credo in Dio", ma è uno scherzo. D'altronde siamo nel 2016, possiamo parlare di religione senza essere bigotti. Vero?

 

 

Piccola curiosità: c'è un dialogo in Youth, l'ultimo film di Sorrentino, che spiega come mai il regista napoletano dopo tanto cinema abbia voluto cimentarsi con il piccolo schermo...