Posted on: 7 Novembre 2016 Posted by: Francesca Muscarà Comments: 0

Due è bello, ma uno è meglio.

 

L'amore non è cosa per tutti. Anzi più che l'amore, forse la coppia.

 

Stando ai dati della Coldiretti sul censimento Istat 2015, i single italiani sarebbero quasi 7 milioni e 700 mila, circa il 41% in più rispetto a dieci anni fa. Ma sono realmente tristi e depressi? Non proprio.

 

love-alexandr-milov

 

Avete mai sentito parlare dei Neet, ovvero quella categoria di giovani che non studiano, non lavorano, non cercano impiego (Not in Education, in Employement, in Training)? Dall'America arriva ora un nuovo acronimo, un neologismo per identificare una categoria di persone ostili al doppio: gli Sneet. Il termine coniato per definire i sono-autosufficente-megliosolo-nonhobisognodinessuno è Single Not in Engagement, in Expecting, in Toying; in parole povere, tutti coloro che uno sconosciuto con cui condividere una bottiglia di vino la sera proprio non lo vogliono. Sono infatti sempre di più gli individui che scelgono di rimanere a casa a guardare un film piuttosto che uscire per un appuntamento. Tentare un approccio? "Perché dovrei! Aspetto fiducioso sul divano e qualcosa cambierà" - questa sarebbe la risposta degli Sneet. 

 

Persino Bridget Jones, la più incallita tra le single, ha scelto di partecipare ad una noiosissima cena di Natale con un outfit discutibile e alla fine ha incontrato Colin Firth. Quella però è stata la cosiddetta botta di"fortuna". Posso assicurarvi che alle mie cene di Natale non succede nulla del genere.

 

Falliscono i primi appuntamenti, i siti d'incontri ( grazie Signore!) e  magari ne apriranno di nuovi per “cuori solitari e contenti di esserlo”. Troppa ansia da prestazione, troppa fatica il dover piacere e piacersi in un colloquio a due, meglio restare a casa.

 

"Chi sei? Di cosa ti occupi?" - Ci risiamo, la sagra del luogo comune.

 

“Parlami di te!” - Ma chi ti conosce.

 

In parole povere non ci si impegna abbastanza, anzi proprio per niente. O forse siamo noi che ci aspettiamo sempre troppo, o magari è una scusa per evitare i coinvolgimenti. Freddo e distaccato, queste le parole d'ordine per chi vive in questo mondo e ha la smania del controllo. E quindi è meglio un film, una serie tv o un libro, piuttosto che un'uscita in cui, male che vada, avrai imparato qualcosa in più. Un duro colpo per i romantici, convinti ancora che incontrarsi col prossimo sia sempre un' occasione positiva e che confrontarsi possa permettere di uscire dal proprio castello dorato fatto di convinzioni a senso unico.

Ma non tutto è perduto. Forse non invecchieremo da soli.

 Tra gli Sneet aleggia la convinzione che sì qualcuno c'è, ma è lì da qualche parte; cerchiamo con uno sguardo, un colpo di fulmine o una tegola in testa, allora forse ce ne potremmo accorgere. Forse. Altrimenti immaginiamo il nostro futuro a ordinare giapponese per una persona sola, come fanno gli americani nei film -  sì ma giusto nei film . Almeno loro hanno un monolocale a New York sulla Fifth Avenue...e grazie, pure io ci starei.

 

Ci siamo riusciti, siamo sgusciati nell'individualismo più acerrimo. Se volevamo una società, una vita egoriferita, direi che ci siamo riusciti alla grande. Abbiamo sotterrato lo scambio, l'amore verso il prossimo, e abbiamo preparato un ricco piatto alla paura e alla noia , con gli ingredienti perfetti per una vita da eremita.

 

C'è anche da dire, però, che con tutti i maniaci sentimentali che ci sono in giro, i cervellotici, gli indecisi e i pieni di sé (e parlo di entrambe i sessi), un po' di sana solitudine di tanto in tanto non dà fastidio. Ma questa è un'altra storia.

 

Persino io, che a volte scivolo e rischio di essere una di quelle pigre sneet, ho eliminato la convinzione che il contatto con il divano sia più appagante di quello umano. Per crescere serve saper guardare negli occhi gli altri e non sempre e solo se stessi.