Posted on: 27 Dicembre 2016 Posted by: Marco D'Annunzio Comments: 0

Le vacanze di Natale non sempre (e non per tutti) sono sinonimo di riposo e serenità. Per questo abbiamo creato una piccola playlist cantautoriale, leggera e non strettamente natalizia, sperando che i lettori di Offline Magazine possano usarla per combattere la frenesia di pranzi col parentado, partite a carte con gli amici e sessioni intensive di shopping "matto e disperatissimo".

 

 

grinch playlist natale

 

 

Non ce ne vogliano i cantautori italiani o le fanciulle se la playlist risulta interamente "anglofona" e "maschile": la scelta non è stata dettata da criteri particolari se non quello della ricerca di una certa organicità musicale.

 

Buon ascolto e, ovviamente, buone feste a tutti i nostri lettori!

 


 

Iron & Wine – Tree by the river: Splendido esemplare di nostalgia folk, Tree by the river è contenuta in Kiss each other clean, quarto album in studio di Iron & Wine, al secolo Samuel Beam, cantautore nato in Carolina del Sud e in seguito trasferitosi in Florida. Personalmente, sono un suo grandissimo fan, perciò non saprei davvero cosa consigliare agli amanti del cantautorato folk se non la sua intera discografia.

 

 

 

 


 

Keaton Henson – You: Sembra un poetello maledetto uscito da un racconto di Edgar Allan Poe, il buon Keaton Henson. Cantautore inglese, estremamente timido, pare che soffra di una lieve forma di "panico da palcoscenico" che lo porta ad esibirsi pochissimo in concerto. Eppure, la sua You è un pezzo al tempo stesso struggente e potente, in grado di solleticare quella malinconia senza nome che alle volte si nasconde dietro il nostro sfarzo natalizio.

 

 

 

 


 

Mark Lanegan – Judgement time: Il suo curriculum recita "Screaming Trees" e "Queens Of The Stone Age" (in aggiunta, ça va sans dire, a una sfolgorante carriera solista), ma d'altronde la voce inconfondibile di Mark Lanegan non ha bisogno di presentazioni. Godetevi questa versione "live on KEXP" di Judgement time, estratta da Phantom Radio (2014) l'ultimo album del cantautore statunitense.

 

 

 

 


 

Josè Gonzàlez – Crosses: Jose Gonzalez è nato a Göteborg, in Svezia, da genitori argentini; il suo stile musicale ricalca un poco questo contrasto fondendo, all'interno di un cantautorato estremamente elegante, l'algida impronta scandinava con il ritmo sudamericano. Crosses è uno dei suoi pezzi più famosi, e permette di apprezzare al meglio i suoi – virtuosi ma umili – arpeggi di chitarra classica.

 

 

 

 


 

Ben Howard – Depth over distance: Le canzoni di Ben Howard – giovane (e talentuoso) cantautore londinese con un'evidente passione per gli arpeggi e per le chitarre effettate – sembrano sempre la colonna sonora di un film bellissimo che nessuno ha ancora girato. Depth over distance è contenuta nel singolo Keep your head up (2011), ma vi consiglio anche l'ascolto delle più famose She treats me well (I forget where we were, 2014), Esmerelda e Oats in the water (The Burgh Island EP, 2012).