Posted on: 4 Maggio 2020 Posted by: Benedetta Morbelli Comments: 0
UMBERTO ZANETTI

"… il colore è una emozione che personifica un sentimento…" Kandinsky

 

 

Plasmare un'idea, dare vita ad un pensiero, dare forma ad un sentimento. L'arte è un abisso profondo, un universo sconosciuto e misterioso, in cui ognuno di noi si mette in gioco, corpo ed anima.

 

Lo sa bene Umberto Zanetti, che nel suo universo artistico ha vissuto tutta la vita.  Affascinato sin da piccolo dai minerali, Zanetti ha trascorso la propria esistenza alla ricerca delle meraviglie della natura per poi trasporle nelle sue opere.

 

 

umberto zanetti

Nato a Bologna il 4 maggio 1930, discende da una famiglia di artisti: il nonno materno Pietro Rocchi era pittore ed incisore, gli zii materni pittori e decoratori. A spingerlo progressivamente verso l'arte è stata la sua sconfinata passione per i minerali e fossili, che andava ricercando nelle cave del Quaternario Bolognese, per poi passare alla vallata del Santerno, la Toscana, i monti Lessini. Il suo studio dell' arte si è andato via via ad unire a quello della mineralogia e della paleontologia, definendo sempre più la sua visione.

 

 

Umberto Zanetti, infinito viaggio di colore e materia

 

 

Zanetti ha iniziato a ricavare i colori direttamente dalle pietre, i minerali ed i fossili sono diventati parte integrante delle sue opere. Dopo un lungo percorso di sperimentazione, ha selezionato una cinquantina di minerali scelti per le loro valenze materiche e cromatiche, il loro modo di reagire al tempo e di rapportarsi alla luce.

I colori scelti dall'artista hanno sempre valenza simbolica: le ocre evocano il mondo antico, il blu dei lapislazzuli rappresenta la gioia, il rosso cinabro la stabilità e lo spessore di un sentimento profondo.

Da quel momento Zanetti ha abbandonato ogni approccio razionale, prediligendo “la logica animata dal cuore” perché, come egli stesso afferma, “quando comincio non so dove approderò e quale viaggio le forme e i colori mi faranno fare”.

Il percorso emotivo ha portato l'artista verso una simbologia ancestrale. La sua arte percepita come astratta può, più propriamente, dirsi simbolista.

 

Umberto Zanetti, un'intervista speciale

 

In occasione del 90° compleanno di questo grande artista, abbiamo voluto celebrarlo con una speciale intervista. E' stato infatti suo nipote, Samuel Di Berardino, a svelarcene i lati inediti.

 

 

 

 

Come descriveresti lo stile di Zanetti?

"La sua arte si è diversificata molto negli anni. Mio nonno è partito dai semplici (si fa per dire) paesaggi a carboncino, passando per i colori ad olio e le nature morte, per poi prendere una piega sempre più personale, sempre più differente dall'usuale arte che si vedeva in giro. E' stato influenzato dal grande Kandinsky, ma anche da Mirò, da Klee e dai colori accesi di Gauguin. Questi influssi l'hanno portato all'evoluzione completa della sua arte, che ha virato verso l’astrattismo.

 

Inoltre è sempre stato molto interessato alla geologia e spesso nei week end andava con la figlia (mia mamma, Maria Grazia Zanetti) sulle Alpi, o anche sui nostri Appennini Tosco-Emiliani, a prendere e ricercare pietre preziose, materiali diventati poi fondamentali per le sue opere. Ad esempio la pirite, l'ametista, il quarzo, l'azzurrite o altri minerali, sono stati con il tempo inserite nei "Siri". Questi quadri sono stati realizzati con una tecnica rivoluzionaria: i minerali e le pietre sono state frantumate ed inserite nel tratto del pennello dopo aver dipinto. Un po’ come facevano molti anni fa i primati o gli aborigeni!

 

Una volta creata la sua zona astratta, mio nonno è riuscito a diversificare le sue opere tra tela, legno, vetro o anche mosaici. Ha donato molto alla chiesa cattolica, realizzando rosoni e vetrate per le chiese del circondario Imolese e Bolognese. Il parroco della chiesa di Tossignano gli diceva sempre che guardando le vetrate decorate da lui mentre diceva messa gli sembrava di vedere il Paradiso".

 

 

umberto zanetti

 

 

Da dove nasce la sua arte?

Ha sempre vissuto l'arte come un “dono”. Dipingere e disegnare con facilità per lui è sempre stato quasi un sesto senso, uno strumento in più creato dall’amore per le cose che fa e per le persone che ama. Il suo drammatico coinvolgimento nella strage di Bologna del 2 Agosto del 1980 ha poi aumentato questa vocazione a dipingere, creare sculture, vetrate, mosaici. Ha sentito il bisogno di immergersi nell’arte ed esprimere tutto il suo amore verso questa essenza così impercettibile, ma maestosamente bella, una volta compiuta. Per lui qualsiasi cosa fatta con amore è arte, qualsiasi cosa. Fare le scarpe, fare il pane, fare l'amore, tutto è un'arte.

 

L'arte rappresenta più l'artista o chi la guarda?

In una chiacchierata avvenuta non molto tempo fa mio nonno mi ha raccontato che per lui è più bello donare che ricevere ed è per questo che ha donato le sue opere, nonostante gli dicessero che in questo modo le avrebbe svalutate. E' fatto così. Per lui l'arte è di tutti, non solo di chi la fa, ma anche di chi la segue. Anni fa, ad esempio, una ragazza che abita a Loiano veniva all'Università a Bologna ed ogni volta che veniva a lezione andava a visitare una mostra con le sue opere. Un giorno il padre telefonò a mio nonno dicendogli: 'Mia figlia è innamorata di una sua opera. Quanto costa?' La comprò e mio nonno telefonò alla ragazza per sapere dove l'aveva posizionata. 'L'ho messa nella mia camera da letto perchè me la voglio godere io' - rispose lei. Questo lo rese tanto felice.

 

 

 

 

E' vero che Zanetti ha in casa un'incredibile collezione di pietre e minerali?

Sì. Nonno era spesso all'estero per motivi di lavoro ed in occasione di ogni viaggio continuò la sua ricerca di fossili e minerali in ogni parte del mondo. E' entrato anche in contatto con studiosi e appassionati di scienze naturali di vari paesi. Ogni volta portava a casa nuovi reperti. Ora ha a casa una collezione stupenda, un piccolo museo dove pesci fossili si alternano ad ammoniti, quarzi rari e lapislazzuli di ogni forma e dimensione.

 

Chi è Umberto Zanetti? Chi è l'uomo che si cela dietro all'artista?

Mio nonno ha conosciuto Presidenti della Repubblica, ministri, artisti...ha conosciuto Fellini! Fu scelto per decorare il pavimento e le opere del Grand Hotel. Eppure, nonostante questo, è estremamente modesto e parla della sua arte come una forma di espressione della sua anima. Mio nonno è una persona carismatica, profonda, molto sensibile. E' un uomo di grandi sentimenti, ha voluto tanto bene ed a lui hanno voluto altrettanto bene. Non lo dà però per scontato, si dice tanto fortunato per questo. E' molto saggio. Per me è un mentore. E' straordinario.

 

Ph credit: Samuel Di Berardino