Posted on: 24 Settembre 2021 Posted by: Redazione Comments: 0

La video animazione educativa è un nuovo approccio puericentrico e creativo che mira a rendere la scuola stimolante ed inclusiva. Proprio in quest’ottica prende il via il secondo Corso per docenti ideato da EMI ed organizzato da UCI ed ANAPIA, dedicato ai fondamenti di questa disciplina.

Definita dall’ex Ministro dell’Istruzione Fioramonti una “straordinaria provocazione”, la video animazione educativa vuole ripensare la Scuola, il modo di “fare scuola” e fornire, al contempo, risorse e strumenti per agevolare il cambiamento. È alla luce della Scuola che vorremmo, accogliente, stimolante ed inclusiva, che dal 2016 ad oggi il gruppo di lavoro EMI-Educazione Multimediale Innovativa ed UCI-Unione Coltivatori Italiani sta investendo energie e risorse in progetti creativi di ricerca, sperimentazione e formazione.

 

Video Animazione Educativa: via al secondo corso ideato da EMI

Perché l’Animazione? Citeremo solo tre delle principali motivazioni: una inerente al concetto di molteplicità previsto nella Progettazione Universale per l’Apprendimento (PUA), la seconda al linguaggio e l’ultima alle possibilità laboratoriali di educazione alla creatività. La PUA, nata per aiutare gli alunni a padroneggiare i processi di apprendimento in chiave inclusiva, prevede molteplicità di mezzi di rappresentazione, di espressione e di coinvolgimento allo scopo di ridurre le barriere insite nei sistemi tradizionali dell’Istruzione.

La video animazione offre opportunità di notevole impatto in ognuno di questi ambiti. Sorella del cinema dal vero, si basa su un linguaggio ricco di potenzialità espressive, che parte dal disegno (la cui valenza è nota in psicologia e pedagogia) ed attraverso iperboli riesce a rappresentare la realtà in modo straordinariamente evocativo. Da più di un secolo l’attivismo pedagogico deweyano, impreziosito in Italia da Montessori, Agazzi e Pizzigoni, ha reclamato un approccio educativo puericentrico e non direttivo. Un approccio, cioè, che ponga al centro del processo di apprendimento l’alunno, attraverso una personalizzazione del percorso scolastico, che accompagni e rispetti le spinte naturali alla crescita, alla realizzazione e all’individuazione presenti in ogni studente. Una visione nota al docente, ma di difficile realizzazione a causa di classi affollate ed ambienti poco adeguati all’apprendimento.

 

 

“Da docente, sono convinto che ‘il fulcro dell’attivismo pedagogico risieda nel mediare l’apprendimento con esperienze pratiche, in un’ottica costruttivista, con percorsi che mettano in moto l’intelligenza operativa, che evitino la consueta trasmissione nozionistica dei saperi, frontale ed unidirezionale, investendo nelle potenzialità autentiche dell’alunno, quali il dialogo attivo, il confronto, la problematizzazione, il gioco, la spinta creativa! Motivare alla creatività vuol dire coltivare il pensiero divergente, ma anche mettere insieme, in modo originale, frammenti di conoscenze e abilità, rielaborando e facendo convergere, in sostanza, il nuovo nel pregresso. Un continuo equilibrio tra divergenze e convergenze” – ci ha spiegato Antonello Capra, Presidente EMI.

Le neuroscienze, a tal proposito, ci ricordano quanto la memoria abbia carattere sia associativo che fluido, essendo reticolare ed in continua rielaborazione; l’apprendimento necessita di continua rielaborazione e coinvolgimento attivo, come anche di associazioni con il preesistente ed il vissuto personale, secondo le spinte motivazionali e l’innata curiosità di ognuno. Ed eccoci al dunque: perché la video animazione nella Scuola? Le attività creative hanno per gli alunni l’aspetto stimolante di pervenire ad un prodotto finale. Alla stregua delle attività di coding, nelle quali la conoscenza di uno specifico linguaggio di programmazione, delle logiche matematiche ed il conseguente sviluppo del pensiero computazionale sono diretti ad un obiettivo, quale produrre un’applicazione o un videogioco, allo stesso modo concepire un’animazione educativa mette in gioco tante e varie componenti edificanti per l’alunno.

Come è noto “si ricorre al pensiero laterale nella fase di ideazione e a quello convergente nella fase di elaborazione del progetto, attraverso regole e linguaggi codificati, facendo confluire utilmente intuizioni, conoscenze personali e scolastiche in un unico oggetto di apprendimento a più ampia valenza, rielaborato e digerito secondo le proprie strutture mentali, condivisibile e fruibile tra pari. In questo modo, si insegna agli studenti COME servirsi delle proprie conoscenze e li si educa ad imparare. Al tempo stesso, l’espressione creativa offre l’intima opportunità di esplorare sé stessi, riconciliandosi con le zone d’ombra, alimentando l’intelligenza emotiva, attraverso l’osservazione e la narrazione dei propri pensieri ed emozioni”.

 

 

 

Il Presidente nazionale dell’UCI, Mario Serpillo, primo sostenitore del Progetto, è convinto che “educare alla creatività è necessario, tanto nella Scuola quanto nella Società, sia nella formazione dei docenti che nei percorsi educativi proposti agli alunni! Questo obiettivo non può essere raggiunto attraverso un approccio teorico, attraverso lezioni di ‘psicologia della creatività’, ma occorrono strumenti e percorsi che movimentino il pensiero ed i processi creativi”.

Lo storytelling, la creazione di trame, soggetti ed intrecci, la realizzazione grafica e il donare ai personaggi un’anima, attraverso l’animazione ed il doppiaggio sono tutti processi che, se coerentemente intercalati in una trama educativa, possono fornire grandi opportunità di apprendimento. L’analisi dei testi, la ricerca delle fonti più attendibili, la scelta dei codici comunicativi e la divulgazione in rete attraverso canali e modalità opportuni rappresentano importanti occasioni di educazione ai media e con i media. Il cortometraggio animato, infine, data la brevità dei tempi, diviene veicolo educativo ideale nella Scuola, inserendosi agilmente nell’ambito di qualsiasi progetto educativo.

Fino a qualche anno fa, la creazione di un’animazione risultava tortuosa, lunga e costosa. Oggi, tuttavia, con lo sviluppo della computer grafica e delle tecnologie connesse è possibile realizzare animazioni con maggiore semplicità, con tempi e costi ridotti. Motion capture, fotorealismo, produzioni cinematografiche virtuali, gamification ed interattività, sino all’intelligenza artificiale ed alla realtà mista: un intero substrato di tecnologie e strumentazioni possono sostenere ed alimentare le metodologie attive ed i moderni laboratori scolastici, all’insegna dell’educare alla creatività e all’espressione del proprio talento. Occorre ricerca, sperimentazione e formazione secondo orizzonti più ampi, attuando sinergie, ma sempre con lo sguardo, le orecchie ed il cuore rivolti agli alunni di oggi, di domani e a quelli che eravamo ieri.